La "Strada della lana"


Da Biella a Borgosesia

Biella

Il percorso geografico corrisponde al percorso storico e prende l'avvio da Biella, da sempre città laniera - risalgono al 1245 gli statuti dei drappieri - e capitale del distretto industriale. In Biella, tra '800 e '900, si definisce quel "ruolo misto di città industriale e importante polo commerciale e di servizi per il circondario" che ancora oggi la caratterizza. "Dopo l'affermazione del sistema di fabbrica, la città diviene un polo di attrazione nel momento in cui alle iniziative cittadine di inizio Ottocento si aggiunsero le iniziative degli industriali provenienti dalle vallate". Oltre a Maurizio Sella, che diede origine al proprio lanificio acquistando nel 1835 dal santuario di Oropa un filatoio per seta, furono proprio gli imprenditori della Valle Strona, i Garbaccio, i Grosso, i Mino, e poi i Rivetti, a determinare lo sviluppo industriale, assieme a quelli della Valsessera, come i Bozzalla, che diedero vita al lanificio poi ceduto ai Cerruti, ed i Tonella. Senza dimenticare i cotonieri: Pietro e Giovanni Poma ed i Cantono, che provenivano da Zumaglia. L'itinerario sale verso Pettinengo, sede fin dal '700 di una diffusa attività di maglieria che, nell'800, divenne industria per opera dei Bellia, dei Maggia, dei Vaglio e degli Zorio. (Giovanni Vachino)


La Valle Strona

Fin dall'inizio dell'Ottocento, ad opera di Pietro Sella, la Valle Strona fu protagonista del passaggio dalla produzione manifatturiera a quella industriale. Già nel 1836, quando i "lanifici idraulici" erano, nel Biellese, una decina, i più importanti erano localizzati nella valle, che ben presto divenne il più sviluppato centro industriale del Biellese, dal momento che già nel 1873 a Crocemosso erano presenti 15 lanifici con 328 telai a mano e 48 ad acqua che occupavano 985 operai. Proprio in Valle Strona si registravano i più elevati compensi pagati alle maestranze, determinati dalla loro riconosciuta specializzazione, ma anche dall'attività delle prime organizzazioni operaie. La crescita dell'industria tessile in Valle Strona è stata continua fino a raggiungere, nel 1961, oltre 12.000 addetti, quando in Biella se ne registravano circa 9500. Questa secolare tradizione laniera viene oggi riconosciuta e messa in valore mediante il progetto "Un paese di stoffa buona", attivato in Vallemosso. (Giovanni Vachino)


La Valle Sessera

Lungo il torrente Sessera si allineano alcuni importanti centri industriali: Pianceri, Pray, Coggiola e Masseranga. Molti fabbricanti delle zone di Trivero e Portula, per sfruttare la forza motrice idraulica del torrente, scelsero di impiantare qui nel corso dell'Ottocento le loro attività produttive: i Bozzalla, gli Ubertalli, i Fila, i Lesna e i Bruno Ventre a Coggiola, i Lora Totino e i Trabaldo Togna a Pray e Pianceri. A questo processo di progressiva densificazione delle fabbriche lungo il Sessera, particolarmente intenso a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, corrispose, in quei centri, un considerevole aumento demografico. Emblematico il caso di Pray, che nel 1861 contava 273 abitanti, nel 1881 crebbe a 1812, per arrivare nel 1912 a ben 2756 abitanti. All'assenza di vie di comunicazione efficienti, tratto distintivo di quest'area lungo quasi tutto il secolo, si inizio' a porre rimedio solo dopo la realizzazione, nel 1870, della strada provinciale Biella-Pettinengo-Ponzone-Borgosesia, con la costruzione del tronco Coggiola-Pray-Pianceri, di una strada che univa Coggiola a Trivero e a Mosso Santa Maria e della linea ferroviaria a scartamento ridotto Grignasco-Coggiola, inaugurata nel 1908. (Maria Luisa Barelli)


La Valsesia

Anche se non può essere paragonato, dal punto di vista quantitativo, a quello biellese, il patrimonio industriale valsesiano, che vede in Borgosesia il suo capoluogo, è tuttavia ben documentato. L'economia valsesiana è da sempre basata "su di una agricoltura di sussistenza affiancata da un piccolo artigianato tradizionale, dall'industria estrattiva, dall'allevamento e dalla pastorizia". La formazione di piccole attività manifatturiere a carattere familiare venne favorita dalla presenza di un fiorente mercato laniero, molto frequentato anche dai mercanti biellesi, che vi acquistavano le lane ricavate dalle greggi provenienti dai vasti pascoli dell'alta valle che si fermavano nel fondovalle per la tosatura. Lo sviluppo industriale venne innescato dall'iniziativa di Carlo Antongini, che, nel 1850, fece sorgere ad Aranco il primo nucleo di quella che diventerà la Manifattura Lane. Altra attività industriale di rilevanza non solo locale è quella cartaria, che vede nella Cartiera Italiana di Serravalle l'esempio più rilevante. L'industrializzazione tessile non è comunque limitata al polo borgosesiano ma si sviluppa anche in altri centri quali Grignasco, Varallo e Quarona Sesia, in quest'ultima località per iniziativa di imprenditori biellesi. (Giovanni Vachino)

<b>Biella, ex Lanificio Pria</b><br />foto Fabrizio Lava

Biella, ex Lanificio Pria
foto Fabrizio Lava











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