La "Fabbrica della ruota"


La storia

Il lanificio venne costruito dai fratelli Zignone nel 1878, in località Vallefredda, a poca distanza dalla confluenza del rio Scoldo col torrente Ponzone e in prossimità della strada provinciale Biella-Borgosesia. L'attività venne esercitata inizialmente da Pietro, Giovanni e Carlo. Alla morte di Pietro, nel 1891, soltanto Carlo mantenne l'azienda, ma, da solo, non riuscì ad andare oltre il 1896. In quell'anno lo stabilimento venne affittato ad Anselmo Giletti, che vi installò una filatura a servizio dell'importante complesso di Ponzone. Nel 1900 Carlo Zignone morì lasciando vedova Felicita Tonella ed orfani dieci figli bambini. Solo nel 1912 i fratelli Umberto, Oreste e Rinaldo Zignone ritornarono in possesso della fabbrica e costituirono una società con i fratelli Ferla, titolari dell'omonimo lanificio di Polto. Cessato nel 1918 il sodalizio coi Ferla i fratelli Zignone amministrarono autonomamente l'azienda sotto la ragione sociale "Lanificio Fratelli Zignone fu Carlo". L'alluvione del 1927 causò gravi danni allo stabilimento e nel 1931 morì Umberto Zignone. Oreste e Rinaldo riavviarono la produzione in società con loro collaboratori, come il disegnatore Ugo Rista e l'addetto commerciale Armando Garlanda. La "Zignone Garlanda & Rista" si sciolse nel 1937. Nel 1949 anche Garlanda uscì di scena e ancora una volta i fratelli Oreste e Rinaldo, ed il nipote Ermanno, figlio di Umberto, tornarono a gestire in proprio con un avvio promettente. Gli anni Cinquanta però furono un periodo difficile e molte piccole aziende non tennero il passo: ciò accadde anche al lanificio dei fratelli Zignone. Nel 1966 l'imprenditore Carlo Beretta acquistò gli stabili della Vallefredda senza però riprendere l'attività. Nel 1991 Carlo Beretta donò il complesso industriale al DocBi-Centro Studi Biellesi dopo che già nel 1984, quella che ormai era diventata la "Fabbrica della ruota", aveva ospitato la mostra "Archeologia industriale in Valsessera e Valle Strona" tracciando il percorso dell'associazione e precorrendo il nuovo destino dell'ex Lanificio Zignone. Oggi la "Fabbrica della ruota", un vivace centro culturale, è inserita nel sistema ecomuseale della Provincia di Biella.


CRONOLOGIA

1876. Il Consiglio Comunale di Flecchia in data 9 ottobre 1876 accetta la richiesta di acquisto del terreno prossimo al torrente Ponzone e posto in regione Valletta Fredda presentata dalla ditta Pietro Zignone e Fratelli (Giovanni e Carlo) per l’impianto di uno stabilimento di produzione di pannilana, la futura “Fabbrica della ruota”.

1877. I fratelli Zignone, già titolari di una derivazione d’acqua praticata sul rio Scoldo, fanno richiesta per la concessione di una derivazione d’acqua dal torrente Ponzone, edificano lo stabilimento e costruiscono la prima cabina di trasformazione dell’energia idraulica in forza motrice per i macchinari della fabbrica. La prima cabina di trasformazione dell’energia idraulica in forza motrice per i macchinari della fabbrica è quella a pianta circolare collegata con la passerella. L’acqua utilizzata per azionare una turbina orizzontale veniva immediatamente restituita al torrente appena al di sotto della cabina.

1877. I fratelli Zignone fanno richiesta per una seconda derivazione d’acqua a valle della prima per dare moto a un altro stabilimento che però non sarà mai costruito.

1878. Re Umberto I firma in data 27 gennaio il decreto di concessione per la prima derivazione d’acqua richiesta dai fratelli Zignone. È l’inizio ufficiale dell’attività produttiva del lanificio. La concessione trentennale doveva permettere la captazione di 20 moduli d’acqua (200 litri al minuto secondo) atti a produrre 31 cavalli dinamici di potenza.

1889. I fratelli Zignone si dividono e la ditta viene liquidata. Il lanificio tocca in sorte a Carlo, il più giovane dei tre, il quale si associa con Quirico Loffi, ma la società dura meno di un anno. In un documento del 1891 relativo alla liquidazione della società Zignone-Loffi è indicato che l’energia dell’acqua derivata dal Ponzone e dallo Scoldo serviva anche per azionare una dinamo capace di generare corrente continua per circa cinquanta lampade elettriche.

1896. Carlo Zignone cede in affitto lo stabilimento e i macchinari al lanificio di Anselmo Giletti di Ponzone, il quale installa il sistema telodinamico. Il contratto di locazione fu stipulato l’8 novembre 1896. Gli affittuari avevano facoltà di costruire una o due cabine di trasformazione in cui collocare una ruota idraulica allo scopo di sostituire la vecchia turbina orizzontale. Fu quindi costruita una prima cabina a ridosso di quella a pianta circolare e, sfruttando la seconda derivazione d’acqua richiesta a suo tempo dai fratelli Zignone semplicemente prolungando il canale scaricatore della prima cabina, fu edificata anche la seconda cabina lungo il Ponzone. Entrambe le cabine furono collegate con l’albero di trasmissione principale tramite una corda di cotone “Manila” e una fune d’acciaio. Si tratta di un doppio sistema telodinamico, il più grande dei quali, quello della grande ruota in ghisa, è ancora esistente.

1910. La locazione al lanificio Giletti ebbe termine il 1° maggio 1910. Umberto, Rinaldo e Oreste Zignone, dapprima in società con Egidio Ferla (1912) poi come Fratelli Zignone fu Carlo, riavviano la produzione di tessuti, dopo che i Giletti avevano “convertito” la fabbrica in semplice filatura. Gli eredi di Carlo Zignone, morto nel 1900, rientrano in possesso anche dei diritti di derivazione d’acqua nel giugno 1911.

1927. L’alluvione del 27 giugno danneggia gravemente il lanificio Zignone e distrugge il canale di alimentazione della cabina lontana.

1928. I danni inferti dall’alluvione indussero gli Zignone a non ricostruire il tratto di canale tra le due cabine. L’unificazione dei due salti, avvenuta in data 1° gennaio 1928, sancisce l’esclusione della prima cabina dal sistema di produzione della forza motrice. La ruota idraulica in essa contenuta viene smantellata così come il meccanismo telodinamico “piccolo”, quello della corda di cotone. La prima cabina viene destinata ad altri usi. Anche la ruota della cabina lontana viene rimossa e al suo posto è collocata una turbina Riva che darà movimento al sistema telodinamico “grande”, quello della fune d’acciaio e della ruota di ghisa. Una condotta metallica viene posata al posto del canale.

1931. La milanese Dinamo Società Italiana per Imprese Elettriche porta la corrente elettrica per forza motrice al lanificio Zignone. Il contratto di fornitura fu stipulato il 21 dicembre 1931. Il sistema telodinamico per lo sfruttamento dell’acqua derivata dal torrente Ponzone restò regolarmente in funzione affiancando l’energia elettrica.

1953. Costruzione della cabina di derivazione elettrica addossata allo stabilimento.

1960. Il lanificio dei fratelli Rinaldo e Oreste Zignone cessa l’attività produttiva. Una parte dello stabile e parte dei macchinari saranno affittate a terzi, che lasceranno definitivamente la fabbrica dopo la metà degli anni ’60.

1961. Costruzione della cabina di derivazione elettrica staccata dallo stabilimento. Il sistema telodinamico “grande”, installato durante la locazione al lanificio Giletti negli ultimi anni dell’800, rimane in esercizio malgrado l’elettrificazione dello stabilimento.

<b>Pray Biellese, la "Fabbrica della ruota"</b><br />foto Fabrizio Lava

Pray Biellese, la "Fabbrica della ruota"
foto Fabrizio Lava