Visita guidata


Sabato 4 settembre, visita guidata dal prof. Casimiro Debiaggi alle opere dello scultore barocco Giovanni Mainoldo a Trivero, Coggiola e Crevacuore. Ritrovo alle ore 15 presso la chiesa Matrice di Trivero.


La visita, organizzata dal DocBi in sinergia con la Società Valsesiana di Cultura e con la Pinacoteca di Varallo, sarà guidata dal prof. Casimiro Debiaggi, autore di vari studi sullo scultore varallese che è stato "riscoperto" grazie alla sua ricerca i cui primi esiti vennero pubblicati nel Bollettino del DocBi del 2009.
Il programma prevede l'incontro alle ore 15 a Trivero, presso la chiesa parrocchiale, dove Debiaggi, dopo averne sintetizzato le vicende artistiche, illustrerà il capolavoro del Mainoldo: la statua della Madonna del Carmine scolpita nel 1718. Grazie ai restauri, attenti ed accurati di alcuni anni or sono, che hanno recuperato al di sotto delle estese ridipinture l’originaria policromia, la preziosa statua si è rivelata una delle sculture lignee più affascinanti ed ispirate del primo Settecento piemontese.
Si proseguirà poi alla volta di Coggiola dove, attorno alle 16, nell'oratorio di San Rocco verrà commentata la scultura raffigurante il santo, una delle numerose opere eseguite in Valsessera dallo scultore valsesiano.
Si raggiungerà infine la chiesa parrocchiale di Crevacuore dove è conservata la splendida Madonna del Rosario, scolpita nel 1708, che Debiaggi aveva attribuito al Mainoldo già negli anni Settanta.

Queste visite sono state programmate nell'ambito del "Progetto Mainoldo", finalizzato proprio allo studio e alla divulgazione di questo maestro la cui fama è oggi ancora limitata ad un ambito prevalentemente locale, circoscritto alla Valsesia e al Biellese, aree tra le più ricche in tutto il Piemonte di testimonianze nel campo della scultura lignea  sei-settecentesca.
Questa iniziativa fa seguito alla presentazione del libro dello stesso Casimiro Debiaggi Giovanni Pompeo Mainoldo: la riscoperta di un maestro del Barocco piemontese, avvenuta a Varallo nel 2020 e, più recentemente, presso la Biblioteca Civica di Biella; il volume è pubblicato nell'ambito del più ampio "Progetto Muovere", quel "museo virtuale delle opere restaurate" che il DocBi ha progressivamente allestito nell'arco degli ultimi decenni.

La partecipazione alla visita è gratuita ma è richiesta una prenotazione tramite mail all'indirizzo docbicentrostudibiellesi@virgilio.it in quanto i posti disponibili sono limitati.

L'evento si svolgerà nel rispetto delle normative antiCovid.


Nato nel 1662 a Varallo, Giovanni Pompeo Mainoldo deve essersi formato nell’ambito locale, all’ombra del Sacro Monte, con gli Sceti, con la stirpe campertognese dei Gilardi, attivissimi nella Valle d’Aosta, e con il d’Alberto, di Boccioleto, operante, oltre che in valle, anche nell’Ossola.
La sua vasta produzione, per ora documentata in un ampio arco di tempo che va dal 1690 al 1735 circa, si espande dalla nativa Valsesia al vicino Biellese, alla Valle d’Aosta, all’Ossola ed all’Alto Novarese.
















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