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Lungo la "Strada della lana"

 

Due mostre organizzate dal DocBi illustrano e interpretano il patrimonio industriale biellese, tra i piu' ricchi in Europa, lungo la "Strada della lana", attraverso le fotografie di Lyle Roblin e i dipinti di Mario Baratelli.

"Metamorfosi" documenta l'evoluzione e la creativita' che sta trasformando alcuni dei lanifici noti in tutto il mondo. "Turno di notte" trasmette le emozioni suscitate dalla visione notturna dei lanifici biellesi.

 

"Fabbrica della ruota" (Pray Biellese, reg. Vallefredda 1)

dal 21 settembre al 26 ottobre 2008

apertura: domenica 15/18.30; tutti i giorni per gruppi e scolaresche su appuntamento (015 766221 - 015 7388393)

con il sostegno di: Regione Piemonte, Provincia di Biella, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella; con il patrocinio dell'Ecomuseo del Biellese

 

 

METAMORFOSI

immagini lungo la Strada della Lana

fotografie di Lyle Roblin

Lyle Roblin

La metamorfosi che le immagini documentano non e' tanto quella subita ma piuttosto quella perseguita dall'industria laniera biellese. E' una metamorfosi necessaria e al tempo stesso deliberata e consapevole, frutto del riconoscimento, da parte degli attori coinvolti, del ruolo non solo economico ma anche sociale e culturale che l'attivita' laniera mantiene sul territorio.

LYLE ROBLIN (www.lyleroblin.com) e' un fotografo di origine canadese da qualche anno residente in Italia. Attivo da tempo in Europa, ha esposto in collettanee ("The Art of Photography", Londra, 1999; Sothesby's "Art and Charity", 2007) e privatamente. Nel 2008 si e' tenuta a Milano, presso la Societa' Umanitaria per l'organizzazione del Piccolo Museo Sereno, una sua personale dedicata al tema dell'archeologia industriale e intitolata "La vita sospesa delle cose".

(in collaborazione con il Fotogruppo Noveis)

 

 

TURNO DI NOTTE

e fabbriche biellesi

dipinti di Mario Baratelli

Mario Baratelli

Gli spettrali monumenti dell'archeologia industriale o gli opifici tuttora pulsanti di attivita' produttive sono visti con l'occhio del poeta che si aggira tra macchine e depositi di arnesi nelle ore notturne con la dolcezza lieve dell'angelo visitatore. Gli interni delle fabbriche non rivelano presenze umane... I luoghi e le cose di ogni giorno appaiono come visti la prima volta al di fuori del loro senso comune e rivelati quietamente in una chiave diversa.

MARIO BARATELLI inizia a dedicarsi alla pittura nella seconda metà degli anni '50 partecipando a concorsi estemporanei. Dipinge di preferenza paesaggi, nature morte, facciate di case e fabbriche. Ha frequentato i corsi di incisione presso la "Scuola internazionale di grafica" a Venezia. La sua prima personale e' stata allestita nel 1972 al "Circolo Biella"; da allora ha partecipato a varie mostre collettive, concorsi e allestito mostre personali.



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