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Museo Laboratorio del Mortigliengo Centro di Doc. dell'Industria Tessile Itinerario Cerale-Bocchetto Sessera
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Il Parco degli "Arbo" | |||
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L'ambiente Il parco dei castagni e' stato realizzato a Riabella, frazione di S. Paolo Cervo, nella Comunita' Montana "La Bursch", terra da sempre nota per l'estensione e la qualita' dei suoi castagneti. In localita' "Sa' di Vegge", a poche centinaia di metri dal paese, ad una altezza di circa 850 mt. slm., si sono conservati alcuni castagni plurisecolari, raggruppati in un'area di circa un ettaro, attraversata dalla mulattiera che conduce alle cave di sienite e poi a S. Paolo Cervo. Le dimensioni dei castagni sono notevoli: il piu' grande misura nel tronco piu' di 7 metri di circonferenza; un altro supera, alla base, gli 11 metri. Anche gli altri "arbo" sono imponenti, tanto che l'insieme costituisce un esempio, ormai raro, del tipico ambiente biellese nell'epoca in cui la "Civilta' del Castagno", che si sta oggi riscoprendo, era vissuta quotidianamente. |
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Aspetti etnografici Il castagno (castanea sativa) ha sempre rappresentato una risorsa insostituibile per l'economia alpina, tanto da essere definito l'albero del pane, oppure, piu' semplicemente, l' "Arbo", ossia l'albero per eccellenza. Gli insediamenti umani e la vita stessa dei montanari dipendevano infatti in modo determinante dai castagneti e dall'abbondanza del raccolto. Le "grolle", castagne secche bollite nel paiolo, costituivano la base dell'alimentazione durante il periodo invernale. I castagneti erano oggetto di assidue cure: venivano coltivati e cioe' innestati, potati, concimati, mondati dai rami secchi e dai polloni. Del castagno non si utilizzava solo il frutto ma anche il legname, le foglie, i ricci, il tannino. L' "Arbo" era al centro di una serie di tradizioni, di usanze, di tecniche, di pratiche, connesse anche alla conservazione del frutto, che condizionavano le attivita' quotidiane, costituendo appunto quel tipo di vita che puo' essere definito la "Civilta' del Castagno". Nel parco sono evidenziati anche alcuni aspetti etnografici non riferiti al castagno, quali ad esempio la "posa", pietra utilizzata per posare il cestone caricato sulle spalle, e il "gorg", vasca usata per la macerazione della canapa. Proseguendo nell'itinerario lungo la mulattiera che attraversa l'abitato di Riabella, incontriamo alcuni "casit", piccole costruzioni in pietra destinate alla essiccazione delle castagne. Tornando in paese, presso la sede della Pro Loco si potra' visitare la mostra dedicata alla "Civilta' del Castagno". |
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Aspetti geologici I massi che caratterizzano il castagneto di "Sa' di Vegge" sono rappresentati da sieniti. Si tratta di rocce formatesi per lento raffreddamento e successiva cristallizzazione di magma fuso, iniettatosi tra rocce piu' antiche durante le fasi tardive della costituzione della catena alpina. La sienite e' una roccia rara e molto pregiata, il cui nome deriva da Siene, l'antica Assuan, in Egitto, dove esistono grandi cave sfruttate fin dai tempi piu' remoti. Una singolare caratteristica della sienite e' quella di originare macigni di varie dimensioni, subtondeggianti, sparsi su di un terreno sabbioso. E' questo il caso dei grossi blocchi inglobati tra le radici dei castagni di "Sa' di Vegge". |
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