Progetto Bessa


Cenni storici

La presenza su molti massi erratici di incisioni rupestri prevalentemente a forma di coppella attesta una intensa frequentazione protostorica dell’area, confermata anche dal ritrovamento di una stele protoantropomorfa ancora in fase di lavorazione e attribuibile cronologicamente alla seconda Età del Ferro.
A partire dal V/IV sec. a.C., si ritiene che la regione fosse controllata dai Salassi; poi, tra il 143 ed il 140 a.C., cadde nelle mani delle legioni romane di Appio Claudio e l’estrazione dell’oro fu affidata ai pubblicani, gli imprenditori dell’epoca, che impiegarono nei lavori fino a 5.000 uomini contemporaneamente.
Poco si conosce della vita degli addetti alla miniera d'oro romana citati da Plinio, ma sulle imponenti pietraie che ne testimoniano la fatica rimangono, ancora oggi, le tracce della loro presenza: murature a secco ricavate all'interno dei cumuli di ciottoli, a pianta prevalentemente quadrata o rettangolare, che si suppone fossero dotate di copertura e rivestimento interno in legno.
Non è nota la durata del periodo di sfruttamento del giacimento. Sappiamo però da Strabone che, nella seconda metà del I secolo a.C., le miniere erano già state abbandonate e l’oro di Roma proveniva ormai in massima parte dalla Gallia e dall’Iberia.

<b>Bessa, masso degli allineamenti</b><br />foto Alberto Vaudagna

Bessa, masso degli allineamenti
foto Alberto Vaudagna