I restauri

La riscoperta dei beni culturali un tempo definiti “minori”, sconosciuti ai più e sparsi in tutto il territorio biellese, ha consentito di fare emergere una quantità rilevante di realtà che necessitano di studio e tutela. Basti pensare ai dipinti murali a soggetto religioso, ai quadranti solari, alle tavolette votive, agli oggetti di cultura materiale, agli strumenti di lavoro e al patrimonio librario. Pur operando con la convinzione che, in molti casi, il miglior restauro possibile consista nel “non restaurare”, sono stati eseguiti nell’arco di venticinque anni, in stretta collaborazione con le Soprintendenze, oltre centotrenta interventi, alcuni dei quali hanno avuto per oggetto opere di particolare rilievo: dall’altare policromo e dorato di San Teonesto a Masserano al polittico di Bernardino Lanino a Campiglia, dalla Madonna con Bambino di Giovanni Mainoldo alle tavole di Giovanni Battista Giovenone di Trivero, ecc. Tali interventi sono stati eseguiti grazie al prezioso sostegno assicurato da privati, fondazioni, enti e amministrazioni. Negli ultimi anni sono stati oggetto di cura e “restauro” ambientale anche alcuni grandi alberi di castagno e un pascolo danneggiato dai cinghiali.

<b>Camilla Fracassi durante l'intervento di restauro sulla tavola cinquecentesca di Mottalciata San Vincenzo, 2012</b><br />

Camilla Fracassi durante l'intervento di restauro sulla tavola cinquecentesca di Mottalciata San Vincenzo, 2012




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