L'attività anno per anno


anno 1995

Assemblea generale

L’annuale Assemblea generale si è svolta sabato 25 marzo a Villa Sella di Mosso Santa Maria, presieduta da Nicolò Sella di Monteluce. Alla presenza di un considerevole numero di soci iscritti, l’Associazione ha festeggiato il decennale dalla fondazione, ripercorrendo con sobrietà l’attività svolta grazie alla proiezione di un audiovisivo curato da Franco Grosso, Giovanni Vachino e Marcello Vaudano. Per l’occasione è stato preparato e distribuito ai soci un pieghevole illustrante le diverse realizzazioni portate a termine nei dieci anni.
Come sempre, il presidente Giovanni Vachino ha poi relazionato dettagliatamente sulle iniziative dell’anno trascorso e sui programmi per il 1995, seguito da Franco Grosso che, in qualità di tesoriere, ha illustrato il bilancio consuntivo 1994 e quello di previsione per il nuovo anno, entrambi approvati all’unanimità dai soci.
L’Assemblea si è poi conclusa con l’intervento di alcuni soci che hanno espresso valutazioni sull’attività svolta e suggerito linee operative per il futuro.


Fabbriche formato cartolina

Nell’ambito del progetto di ricerca “Il patrimonio biellese tra memoria e progetto”, impostato in collaborazione con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino,la Regione Piemonte e la Fondazione Sella, è stata allestita la mostra “Fabbriche formato cartolina” presso la “Fabbrica della ruota”. Aperta al pubblico in due riprese (giugno-luglio e settembre-ottobre) e visitata da più di 2000 persone, tra cui varie classi di istituti biellesi e vercellesi, la mostra si compone di 32 pannelli nei quali è stato analizzato il fenomeno dell’industrializzazione tessile biellese e valsesiana attraverso le riproduzioni di oltre 450 immagini, le più significative tra le 1000 schedate durante la fase della ricerca condotta per più di un anno dall’equipe appositamente costituita.
In concomitanza con questa manifestazione è stato presentato il progetto di un itinerario di archeologia industriale tra Biellese e Valsesia.
Per sviluppare sul versante valsesiano questo progetto è stato costituito un apposito gruppo di lavoro. L’itinerario, che ci si augura di poter realizzare nel corso del 1997, è stato presentato alle Amministrazioni locali e alle aziende interessate il giorno 6 ottobre alla “Fabbrica della ruota”.


Recupero della “Fabbrica della ruota”

Ultimati gli interventi più urgenti di ripristino, che hanno comportato tra l’altro il rifacimento delle coperture, è iniziato l’allestimento del primo nucleo del Centro di Documentazione dell’industria tessile biellese che ospiterà, insieme agli archivi industriali già acquisiti e che si acquisiranno, la biblioteca (400 volumi specifici sulle lavorazioni tessili ) e l’archivio donati al DocBi dagli eredi del comm. Mario Sodano, uno dei più noti studiosi dell’industrializzazione biellese. A tale scopo si sono predisposti ed attrezzati alcuni locali al primo piano dove archivi e fondi librari, una volta terminato il lavoro di riordino, saranno consultabili da chi vorrà studiarli.
L’interesse di questo antico lanificio è stato riconosciuto in diverse pubblicazioni, tra le quali l’inserto de "Il Sole 24 ore" del 21 agosto, intitolato “Viaggio tra tecnica e storia”.
La “Fabbrica della ruota”, unica in Piemonte, è segnalata tra i 35 siti più importanti per lo studio del patrimonio di archeologia industriale nazionale.


Progetto Alta Valsessera

Inserito nel più ampio “Progetto Alpi e Cultura” sviluppato dalla Regione Piemonte, prevede lo studio degli aspetti etnografici, culturali, ambientali e naturalistici del territorio dell’Alta Valsessera, al fine di valutarne le potenzialità e di ipotizzare un’adeguata valorizzazione e tutela.
E’ stato impostato il censimento e la schedatura, comprendente anche la documentazione fotografica ed il rilievo grafico, degli alpeggi esistenti nell’alta valle, iniziando da quelli compresi nel territorio del Comune di Trivero: un incarico in tal senso è stato affidato all’arch. Gian Luca Bassetto. Alla predisposizione della scheda hanno collaborato l’arch. Gianni Valz Blin e l’ing. Domenico Ubertalli.
Un ciclo di tre conferenze-proiezioni tenutosi in settembre alla “Fabbrica della ruota” ha illustrato alcuni degli aspetti della ricerca inerenti le problematiche connesse con la presenza dell’uomo nella valle.
E’ stato infine definito un progetto che prevede l’ampliamento a tutto il territorio montano della provincia di Biella del progetto “Alta Valsessera”, la cui prima fase prevede lo studio del territorio della Comunità Montana Alta Valle Cervo.


Progetto “Invito al restauro

Nell’ambito di questo progetto. voluto dal Gruppo Giovani dell’Unione Industriale Biellese e dal DocBi, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici e la Soprintendenza Archeologica, è stato presentato in varie sedi biellesi il catalogo che contiene le schede di 50 opere proposte per il restauro al fine di sollecitare l’intervento da parte dei potenziali sponsor. L’iniziativa ha riscosso un lusinghiero successo, tant’è vero che nel corso dell’anno è già stato finanziato, ed è attualmente in fase di realizzazione, il restauro di 20 delle opere proposte, grazie al contributo di altrettante ditte. Particolarmente significativo è il restauro del polittico di Bernardino Lanino esistente nella parrocchiale di Campiglia.


Interventi di restauro

Durante l’anno sono stati curati, in collaborazione con i vari enti proprietari e sotto la direzione lavori della dr.ssa Paola Astrua della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte, i seguenti interventi di restauro:
- tela ex voto datata 1720 raffigurante una “processione votiva”, presso il Santuario di Graglia, ad opera della restauratrice Tiziana Carbonati;
- due affreschi raffiguranti rispettivamente “S. Rocco” (1607) e “S. Antonio” (1520-27) presso il “Santuario delle Formiche” (Oratorio di S. Maria dell’Eremita) a San Giuseppe di Casto (Andorno), sempre ad opera di Tiziana Carbonati;
- tela e ancona lignea della “Madonna della cintura” presso la chiesa parrocchiale di Zimone (Tiziana Carbonati e Carola Ciprandi);
- bandiera della S.O.M.S. fra le Artiere e le Operaie del Vandorno, datata 1888, ad opera del laboratorio dell’abbazia benedettina Mater Ecclesiae di Orta.
E’ stato inoltre progettato il restauro di una cappella votiva affrescata internamente esistente in regione Vanej a Sordevolo.
Grazie alla disponibilità del proprietario è stato possibile salvare, a Crocemosso, un dipinto murale a soggetto religioso, eseguito nella seconda metà del secolo scorso. L’affresco, strappato dal muro in procinto di essere demolito, è ora conservato dal DocBi.


Restauri e chitarre
 
Sempre in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Vercelli e con il Maestro Angelo Gilardino, direttore del corso di perfezionamento per giovani concertisti “Vacanze chitarristiche”, è stata realizzata la sesta edizione di questa manifestazione, che abbina la presentazione di un avvenuto restauro all’esibizione di uno o più corsisti. I concerti, eseguiti da Christian Saggese, Anna Vella, Guido Nonne, Alberto Dellepiane, Fabio Togna e Davide Vicentini, hanno avuto luogo a:
- Zimone, presso la chiesa parrocchiale, in occasione della presentazione al pubblico del restauro dell’ancona lignea e della tela “Madonna della cintura”;
- Andorno, presso l’oratorio S. Maria dell’Eremita (affreschi raffiguranti S. Rocco e S. Antonio);
- Biella-Vandorno, presso l’omonima cooperativa (bandiera della società operaia).


Censimento e documentazione dei beni culturali

L’opera di censimento, documentazione e schedatura dei Beni Culturali esistenti in territorio biellese è proseguita anche nel corso del 1995, in particolare per quanto riguarda quadranti solari, dipinti murali e piloni votivi. Si sono allacciati interessanti contatti con associazioni e centri di ricerca che svolgono questa stessa attività sia in ambito biellese che in altre zone.


Il censimento degli ex voto

Nel corso dei primi mesi dell’anno è stato dato alle stampe il primo volume dello studio degli ex voto pittorici dedicati alla Madonna Nera tra il XV e il XVIII secolo che è stato condotto da Angelo Stefano Bessone e Sergio Trivero. La presentazione è avvenuta il 23 febbraio a Palazzo Lamarmora alla presenza di un folto e qualificato pubblico. Il gruppo di lavoro, di cui fanno parte, oltre ai due studiosi citati, anche ricercatori dell’Università di Torino (Dipartimento di Sociologia) e rappresentanti della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, dell’Amministrazione del Santuario di Oropa, della Regione Piemonte e della città di Biella, prosegue ora lo studio dei dipinti votivi del secolo XIX, i cui risultati verranno quanto prima divulgati con la pubblicazione di un secondo volume.


Il censimento delle tesi di laurea

E’ proseguito il censimento e la schedatura delle tesi di laurea (al momento 540) aventi per argomento il Biellese. Il censimento è stato esteso alle varie facoltà e Politecnici dell’Italia settentrionale, al fine di rendere più completa ed aggiornata la ricerca. Ricordiamo che una copia del lavoro di schedatura è reperibile presso la “Sala Biella” della Biblioteca Civica.


La schedatura della stampa locale

E’ iniziata la schedatura computerizzata della stampa locale, che viene svolta da un’apposita equipe.
Si tratta di un’operazione molto complessa che richiederà alcuni anni di lavoro prima di essere completata, ma che consente l’acquisizione di un’enorme massa di dati che potranno essere utilizzati dagli studiosi per costruire un percorso di consultazione e ricerca integrativo rispetto alla bibliografia “maggiore”. Al momento attuale il lavoro ha già permesso di schedare più di quattromila articoli, ossia il decennio 1960 – 1970 dei due maggiori bisettimanali biellesi.


Museo laboratorio del Mortigliengo

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Pro Loco di Mezzana, si è iniziato il recupero dell’edificio di frazione Mino. risalente al 1802, destinato ad ospitare il Museo Laboratorio del Mortigliengo. La costruzione conserva integri i caratteri della casa tradizionale della collina biellese, dove la doppia funzione di abitazione e luogo di attività rurali testimonia un’economia agricola di sussistenza. Visto lo stato di conservazione precario, inizialmente sono stati eseguiti interventi di recupero strutturale e funzionale, che consentono un suo riuso per la
destinazione museale prevista. Dopo il recupero architettonico dell’edificio, con particolare riferimento alla copertura, si è iniziata la fase di allestimento del piano terra, seguendo il concetto del “museo laboratorio”, tendente al recupero e alla riproposizione di alcune tra le attività economiche del Mortigliengo dei secoli scorsi, quali la tessitura della canapa, la produzione di olio di noci e di aceto di mele, la coltivazione del castagno. Un torchio per la produzione dell’olio di noci, qui trasferito da un edificio demolito, è stato rimesso in funzione, ed ha prodotto, in via sperimentale, una limitata quantità di olio.


Interventi di manutenzione

Nel corso dell’anno sono stati eseguiti vari interventi di manutenzione all’itinerario etnografico che si snoda lungo la mulattiera che collega la frazione Cerale di Camandona con il Bocchetto Sessera. Il lavoro ha comportato sopratutto il rifacimento completo delle carbonaie. Inoltre, per assecondare le esigenze dei gruppi scolastici in visita, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Camandona, si sta valutando la possibilità di allestire uno spazio didattico che illustri alcune delle più rilevanti caratteristiche dell’itinerario in un edificio di frazione Cerale. Anche l’area esterna della chiesa di San Germano, in collaborazione con il Centro Archeologico Biellese che ne esaminerà gli aspetti archeologici, è stata fatta oggetto di un intervento di manutenzione e pulizia; il CAB ha inoltre progettato il rilievo delle sepolture esistenti all’interno dell’edificio sacro.
Analogo intervento di pulizia e completamento delle infrastrutture è stato condotto al parco degli “Arbo” di Riabella, in Alta Valle Cervo, grazie alla collaborazione della Comunità Montana “La Bursch”.


Incontri in sede

L’iniziativa, inaugurata l’anno precedente, di invitare esponenti della cultura biellese a tenere nella sede di via Marconi26a conversazioni inerenti l’ambiente e la cultura biellese è proseguita anche nel 1995. I relatori, alcuni dei quali hanno fatto uso di materiale audiovisivo, sono stati: Riccardo Rabaglio, “Il Ricetto di Candelo”; Tiziana Carbonati, “Il degrado delle superfici pittoriche in area biellese”; Maria Grazia Carlone, “Iconografia musicale nel Biellese”; Bruno Pozzato, “Il lavoro nell’arte”; Carlo Gavazzi, “Iscrizioni rupestri sulle montagne biellesi”.


Pubblicazioni

Oltre al consueto numero del Bollettino “Studi e ricerche sul Biellese”, contenente 12 contributi e giunto quest’anno alla decima edizione, sono stati pubblicati il primo volume dello studio relativo al censimento e alla documentazione degli ex voto di Oropa “I quadri votivi del Santuario d’Oropa”, opera di Angelo Stefano Bessone e Sergio Trivero e il catalogo sulla mostra “Fabbriche formato cartolina”, quest’ultimo in collaborazione con il Politecnico di Torino.


Corsi di apprendimento

Presso la sede di Biella si sono tenuti corsi sui seguenti argomenti:
- corso per la fabbricazione degli scapin (calzature tradizionali dell’Alta Valle Cervo), in collaborazione con la “Casa Museo” di Rosazza (5 lezioni);
- corso sulla preparazione degli erbari della flora biellese, che è stato svolto da Ada e Alfonso Sella. Dopo una prima lezione teorica, sono state organizzate due uscite, durante una delle quali il gruppo di corsisti ha potuto visitare il monastero di San Gerolamo.
Complessivamente i corsi hanno contato circa 40 iscritti.


Escursioni e visite

In collaborazione con il Circolo Archeologico Biellese, durante il mese di Giugno sono state organizzate alcune escursioni e visite guidate nella valle del Cervo e nel Biellese sud orientale.


Varie

Il consigliere Carlo Gavazzi ha partecipato al convegno internazionale tenutosi a Torino sul tema delle incisioni rupestri, durante il quale ha presentato una relazione illustrante gli ultimi ritrovamenti in area biellese.
In collaborazione con l’Università Popolare di Mosso Santa Maria, è stato organizzato un ciclo di 23 lezioni, da ottobre 1995 a marzo 1996, dal titolo “Studi biellesi”. Consiglieri dell’associazione e studiosi locali si sono alternati nel presentare agli iscritti ai corsi alcuni aspetti della storia e della cultura biellese.
Notevole impegno è stato posto nel seguire vari studenti durante la predisposizione di tesi di laurea di argomento biellese, con particolare riferimento agli argomenti riguardanti l’archeologia industriale ed i beni culturali.
Infine, durante due serate organizzate dalle locali Commissioni Biblioteca, l’attività e le pubblicazioni del DocBi sono state presentate a Trivero e Pollone.