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L'Alta Valsessera

L'Alta Valsessera si estende in direzione Ovest-Est per circa 13 km compresi tra il Monte Bo e il Monte Barone di Coggiola. Amministrativamente e' suddivisa in enclaves montane appartenenti a ben 17 comuni; appare come un'area chiusa, relativamente isolata e selvaggia, priva di insediamenti stabili. Nonostante non sia mancata in passato l'utilizzazione intensiva delle sue risorse naturali (pascoli, foreste, acque, sottosuolo), questa condizione geografica ha garantito la pressoche' integrale conservazione dell'ambiente. Se dal punto di vista storico e' il tragico epilogo della vicenda dolciniana, sulle pendici del Monte Rubello ad essere l'elemento piu' noto, le preziosita' naturalistiche della zona sono numerose; tra le piu' significative, oltre ai due endemismi - il Citiso di Zumaglini e la "Centaurea Bugellensis" -, l'abete bianco dell'alpe Cusogna, la "Scopolia carniolica" e ovviamente il "Carabus Olympiae Sella". Questo raro coleottero, conosciuto localmente come "Boja d'or", deve il suo nome a Olimpia Sella, cugina del naturalista Eugenio che nel 1835 lo scopri'; endemico dei pascoli di Monte Cerchio, ha rischiato l'estinzione sia per la spietata caccia cui e' sato sottoposto da entomologi o pseudo tali che per la parziale trasformazione del suo habitat naturale.

(nella foto: Alp Cascinal)

 

Cascinal

Un laboratorio

Il progetto di studio sull'Alta Valsessera, iniziato nel 1992 e inserito nel progetto "Alpi e Cultura" sviluppato dalla Regione Piemonte, ha il preciso intento di esaminare scientificamente gli aspetti geologici, naturalistici, storici, etnografici e culturali del territorio per contribuire a fornire basi conoscitive concrete e precise a chi dovra' compiere le scelte che determineranno il futuro della valle. Oasi turistica? Parco naturale? Luogo di investimento produttivo? Qualunque sia e sara' il destino di quest'area per molti aspetti ancora selvaggia e isolata, e' indispensabile analizzarne prioritariamente i caratteri, la storia, le risorse attraverso la ricerca d'archivio e sul campo, affidata a istituti universitari, esperti professionisti e giovani laureati. I risultati delle diverse ricerche vengono ogni anno divulgati in occasione del ciclo di tre incontri che dal 1993 ad oggi viene organizzato alla "Fabbrica della ruota" nel mese di settembre. Nelle decine di conferenze sin qui svoltesi, i ricercatori hanno presentato i frutti del loro lavoro e hanno coinvolto pubblico, amministratori o semplici amanti dell'Alta Valsessera in vivaci discussioni sui temi al centro dell'attenzione. Nel 1997 tredici di questi studi sono inoltre stati pubblicati nel primo numero speciale del Bollettino dal titolo "Studi e Ricerche sull'Alta Valsessera". Il secondo volume e' stato pubblicato nel 2002 e raccoglie 10 contributi.

(nella foto: Carabus Oympiae Sella)

 

carabus

Le caratteristiche geologiche

L'Alta Valsessera si colloca in un'area geologicamente complessa, per la presenza dell'importante faglia detta Linea del Canavese (o Linea insubrica) che la attraversa diagonalmente dal Bocchetto Sessera al Bocchetto della Boscarola e che rappresenta il punto di contatto tra le due placche continentali. A Sud-Est di tale faglia si trovano cosi' rocce molto antiche di tipo magmatico intrusivo a composizione basica, mentre a Nord-Ovest predominano le rocce scistose. All'interno di questi sistemi rocciosi si sono inseriti piu' tardi corpi magmatici che hanno dato origine alle rocce sienitiche del plutone della Valle del Cervo e a quelle vulcaniche che affiorano lungo la faglia. Piu' recentemente la storia geologica della valle e' stata segnata dalla presenza dei ghiacciai, che ne hanno occupato la parte piu' alta, e dai corsi d'acqua, il Sessera e i suoi affluenti, che hanno inciso profondamente il tratto inferiore.

(nella foto: Alta Valsessera)

 

veduta

Il censimento dell'avifauna

Appostamenti sistematici hanno consentito di censire l'avifauna nidificante e di tracciare una mappa precisa della presenza e della consistenza delle specie di uccelli nelle aree in cui il territorio esplorato e' stato suddiviso, come si vede dall'esempio qui riportato. Ne e' risultato un quadro sorprendente per la consistenza (ben 70) e la varieta' delle specie rintracciate: dall'Aquila al Gufo reale, dal Forcello allo Zigolo giallo, a testimonianza del fatto che questo territorio e' ancora integro.

Un altro studio faunistico e' quello condotto sulla comunita' di Macroinvertebrati (ovvero Insetti, Crostacei, Molluschi, Anellidi, Platelminti che superano il mm di lunghezza) che vivono nelle acque del torrente, nel tratto compreso tra le sorgenti e la localita' Frera. Anche in questo caso la ricerca evidenzia il popolamento numeroso e diversificato, a testimonianza delle buone condizioni ambientali.

(nella foto: scheda di censimento)

 

avifauna

La schedatura degli alpeggi

E' in corso la schedatura di tutti gli alpeggi collocati nell'Alta Valsessera, che saranno rilevati, fotografati, rintracciati sui documenti d'archivio. Storia dell'insediamento, descrizione delle strutture e dell'area a pascolo, quantificazione della presenza umana e animale trovano sistemazione in schede, fondamentali sia per un esatto dimensionamento dell'odierna attivita' pastorale e della consistenza edilizia in valle che per l'impostazione della politica di sviluppo dell'area. Dalla schedatura risulta evidente lo stato di abbandono di un gran numero di alpeggi ormai ridotti a ruderi.

Lo studio dell'alpeggio non puo' prescindere dallo studio della vita in alpeggio, fatta raccontare dai malgari stessi. Con questa finalita' e' stata approntata, in collaborazione con la Fondazione Sella, la traccia di un questionario attraverso cui condurre le interviste ai protagonisti della vita nell'alpe, spesso appartenenti a vere e proprie dinastie di malgari. Il colloquio affronta, tra gli altri, temi quali la transumanza, le condizioni dei contratti comunali d'affitto, le modificazioni del mestiere, l'aspetto economico dell'attivita', il rapporto con l'ambiente montano, i rapporti familiari, con lo scopo di conservarne la memoria. I dati e le storie di vita raccolti e archiviati costituiranno una preziosa fonte di studio.

(nella foto: Alpe Artignaga in una foto d'epoca)

 

tegge

"Transumando"

Dal 2000 viene organizzata, in collaborazione con la Comunita' Montana Valle di Mosso e l'Oasi Zegna, la manifestazione "Transumando", una giornata al seguito di una mandria con partenza da Cerale di Camandona e salita al Bocchetto Sessera, lungo l'antica "strada dell'alpe". La manifestazione si inserisce nell'impegno di riscoperta, valorizzazione e divulgazione del mondo dell'alpe e delle sue tradizioni, che costituiscono alcuni degli elementi essenziali dell'identita' biellese.

(nella foto: "Transumando")

 

transumando

Carbonai e carbonaie

I fitti boschi della valle sono stati in passato utilizzati anche per produrre carbone da legna. Portatori di un sapere tramandato in famiglia per generazioni e generazioni, i carbunin, dopo aver abbattuto e tagliato gli alberi, preparavano la piazzola da cui toglievano le zolle erbose e accatastavano la legna secondo un preciso ordine, fino a formare un cono che poi ricoprivano di terra avendo cura di lasciare un camino centrale per la combustione che durava all'incirca una settimana. Il carbone vegetale cosi' ottenuto veniva raccolto e trasportato a valle per essere utilizzato nei lanifici e nelle tintorie. Veniva anche venduto nei mercati di Biella, Vercelli e Torino.

Pascoli, legna da ardere e da costruzione, carbone vegetale, minerali, acqua da captare per gli acquedotti o da sbarrare e convogliare per produrre energia elettrica, animali da cacciare: sono queste le principali risorse che l'Alta Valsessera ha offerto a chi ha saputo faticare e affrontare il disagio di lunghi periodi di isolamento in un'area tanto bella quanto selvaggia.

(nella foto: ricostruzione di una carbonaia)

 

carbonaia

Lo scavo di una "luera"

Tra le diverse specie animali che in passato popolavano l'area, il lupo e' quello che ha lasciato le tracce piu' importanti, sia nei documenti d'archivio che nell'immaginario popolare e persino negli elementi fisici del paesaggio. Restano visibili, infatti, per quanto riempite e ridotte ad avvallamenti del terreno, le trappole a fossa che fino al secolo scorso gli alpigiani e gli abitanti dei paesi ai piedi delle montagne scavavano nei luoghi di passaggio obbligato dei lupi nei loro spostamenti dall'alta valle verso la pianura; il toponimo Bocchetta di Lovera e' sintomatico a proposito. Nel 1993, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, e' stato condotto uno scavo di etno-archeologia in corrispondenza di una "luera" in localita' Cavajone.

La presenza del lupo e' indice certo dello stato di salute dell'ambiente; non ci resta pertanto che attendere il suo prossimo e auspicabile ritorno.

(nella foto: scavo di una "luera")

 

luera

La vicenda di Fra Dolcino

Dopo il restauro dei reperti metallici, lo studio della vicenda dolciniana e' proseguito con lo scavo della bastida esistente sulla sommita' del Monte Tirlo, iniziato nel 2000. Le operazioni sono state dirette dal prof. Carlo Varaldo dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri e svolte in collaborazione con il corso di Archeologia medioevale dell'Universita' di Genova, con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.

 

 

Le conferenze del "Progetto Alta Valsessera" 1993-2006

1993 - Conoscere l'Alta Valsessera

9 settembre - Massimo Biasetti - Brunello Maffeo - Marino Suardi: "Le miniere della Valsessera"

16 settembre - Lucio Bordignon: "Avifauna nidificante in Alta Valsessera"

23 settembre - Tiziano Pascutto: "Aspetti naturalistici dell'Alta Valsessera"

 

1994 - Conoscere l'Alta Valsessera

8 settembre - Mario Chiaberge, Pier Giorgio Bovo: "Aspetti naturalistici"

15 settembre - Fabrizio Lava, Franco Grosso: "Aspetti ambientali"

22 settembre - Tiziano Pascutto: "Erpetofauna e credenze popolari"

 

1995 - L'uomo nell'alta valle

14 settembre - Giovanni Vachino: "Leggere le tracce"

21 settembre - Franco Grosso: "Vita d'alpe"

28 settembre - Tiziano Pascutto: "Effetti dell'antropizzazione"

 

1996 - Prospettive dell'Alta Valsessera

5 settembre - Corrado Panelli, Claudia Fiammengo: "Pastorizia in Alta Valsessera: quale futuro?"

12 settembre - Gian Luca Bassetto: "Gli alpeggi di Trivero"

19 settembre - Dibattito: "Quale turismo in Alta Valsessera"

 

1997 - Progetto Alta Valsessera

18 settembre - Roberto Mezzalama: "Interventi e prospettive"

25 settembre - Franco Grosso, Giovanni Vachino: "L'Alta Valsessera nelle immagini d'epoca"

2 ottobre - presentazione del numero speciale del bollettino "Studi e ricerche sull'Alta Valsessera"

 

1998 - Attivita' sportive in Alta Valsessera

10 settembre - Massimo Biasetti: "Attivita' sportive invernali: situazione e prospettive"

17 settembre - Franco Grosso: "Attivita' sportive estive: situazione e prospettive"

24 settembre - Massimo Pulze: "Pesca e ambiente"

 

1999

16 settembre - Tiziano Pascutto: "Miniere riscoperte"

23 settembre - Giovanni Cerino Badone: "La battaglia di Fra Dolcino"

30 settembre - Teresio Gamaccio: "Alpeggi e boschi: mille anni di storia"

 

2000

14 settembre - Fabrizio Benente, Giovanni Cerino Badone: "Le fortificazioni in epoca dolciniana"

21 settembre - Domenico Ubertalli: "Il paesaggio dell'Alta Valsessera"

28 settembre - Maurizio Rossi, Pierre Rostan: "Il complesso minerario dell'Argentera"

 

2001

13 settembre - Mina Novello: "La cucina dell'alpe"

20 settembre - Fabrizio Benente, Carlo Varaldo, Giovanni Cerino Badone: "Le fortificazioni di epoca dolciniana del monte Tirlo"

27 settembre - Maurizio Rossi, Anna Gattiglia, Pierre Rostan: "La ricerca mineraria dell'Argentera: nuovi risultati"

 

2002

12 settembre - Giacomo Bergamo: "Il Maccagno e l'Alta Valsessera: un'unione consolidata nel tempo"

19 settembre - Alessandro Castello: "Gli ungulati in Valsessera"

26 settembre - presentazione del secondo volume del bollettino "Studi e ricerche sull'Alta Valsessera"

 

2003

11 settembre - Domenico Ubertalli. "L'impianto idroelettrico del Piancone e la diga delle Mischie"

18 settembre - Alessandro Castello: "I galliformi alpini in Valsessera"

25 settembre - Mario Raviglione: "Farfalle dell'Alta Valsessera e del Biellese: diffusione e conservazione"

 

2004

9 settembre - Marcello Vaudano - "Fra Dolcino nella polemica giornalistica del 1907"

16 settembre - Barbara Saccagno: "Strade, percorsi e bocchetti in Valsessera"

23 settembre - Alessandro Castello: "Il cervo in Valsessera"

 

2005

15 settembre - Francesca Marucco: "Il ritorno del lupo"

22 settembre - Lucio Bordignon: "L'avifauna nidificante in Valsessera"

29 settembre - G. Bertinaria, R. Pozzi, R. Tizzoni, P. Zorio: "La verita' sui funghi mortali in Valsessera"

 

2006

14 settembre - Matteo Negro: "Carabus Olympiae: le nuove ricerche dell'Universita' di Torino"

21 settembre - Domenico Ubertalli: "Il progetto di ricerca sulla toponomastica"

28 settembre - Dibattito: "Alta Valsessera: quale futuro?"

 

 

 
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